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La Donna che "Amo" è Evelina Izzo, mia mamma. Firmato Maria Consiglia Izzo

izzo-maria-consiglia1 ROMA - Cinquew ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l'intervento di Maria Consiglia Izzo
Mamma. Sui libri di scuola, sui giornali, sulle riviste si leggono nomi di donne che hanno apportato alla società grossi cambiamenti. Ministre che hanno varato leggi essenziali al buon funzionamento della società, religiose che hanno teso perennemente la mano a tutti coloro che avevano bisogno di un supporto sia fisico che morale, insegnanti che hanno alfabetizzato intere scolaresche in quartieri soggetti all’infame destino dell’ignoranza, sportive che scalano montagne … Nomi illustri, anelli fondamentali della “catena alimentare della vita”, ma anche personaggi “inconsapevolmente pubblici” che sono stati gratificati almeno in parte dall’attenzione che i media hanno loro rivolto. Tante donne, casalinghe, lavoratrici, mamme, sono indifferenti alla società. Camminano per le strade trascinando carrozzine, fanno il pieno di buste nei supermercati, accompagnano i figli a scuola per poi correre a lavoro, studiano a colazione le portate che devono servire a pranzo con la stessa accuratezza con cui uno chef organizza una cena di gala: queste sono le attività delle “donne di tutti i giorni”.
Mia mamma è una donna di tutti i giorni: la mattina si alza con l’unico obiettivo di preparare la colazione per me e per gli zii che abitano con noi; quando andavo a scuola mi controllava lo zainetto e mi accompagnava fino all’ingresso dell’istituto, ora mi controlla la borsa (guai a me se dimentico la sciarpa e l’ombrello) e mi accompagna alla stazione. Quando faccio tardi, poi, mi accompagna in ufficio e, se devo andare a fare un’intervista o devo seguire un convegno, mi porta a destinazione, aspetta che io finisca e poi mi riporta in ufficio. “Una Santa”: in tanti così la definiscono. Passa la sua mattinata in giro, tra uffici, supermercati e stanze da rassettare (nella mia la “Santa” compie dei veri e propri miracoli). Verso mezzogiorno inizia a valutare cosa preparare per pranzo. Una pietanza light per me (che sono perennemente a dieta) e qualcosa di appetitoso e saporito per gli zii (che amano mangiare). A lei non pensa mai … Lava, asciuga, rassetta, fa il bucato fino a sera, poi prepara la cena, sfama tutti i commensali, pulisce e va a letto. E la storia si ripete, tutti i giorni, 365 giorni all’anno (ed in quello bisestile 366).
Mi son sempre chiesta: perché mamma fa tutto questo? Perché non pensa mai a lei? Dopo ventisei anni ho soddisfatto tutti questi miei interrogativi con la parola “amore”: mia mamma fa tutto questo perché ama. Ama me, i miei zii, i suoi genitori (anche se non più in vita), tutte le persone meritevoli che incontra lungo il suo cammino. Se Dio non l’avesse dotata di così tanto amore, non ce l’avrebbe fatta, non sarebbe arrivata dov’è ora, non avrebbe l’affetto e la stima che oggi in tanti ripongono in lei.
Per mettermi al mondo, ha lottato contro tutte le avversità, ma alla fine c'è l'ha fatta. A volte penso che la sua vita è stata decisa in tutto e per tutto dal buon Dio. Come quando qualcuno v'incarica di un compito e vi dice: devi andare là e devi fare questo. La sua vita è una missione, un compito prestabilito.
Qual è la sua missione? Portare amore, insegnare agli altri che il sacrificio e la buona volontà sono funzionali al buon funzionamento di questa macchina che si chiama “vita”. Con me c’è riuscita, con il suo ex marito no. Perciò è triste, ognuno di noi lo è quando non riusciamo a conseguire in toto un obiettivo. Ed ora spera che io lo possa fare: nei suoi sogni sono una donna di successo, bellissima, con accanto un uomo in gamba, che mi guarda con gli occhi dell’amore, occhi che forse lei non ha mai avuto puntati addosso. Io ce la sto mettendo tutta, vorrei tanto che i suoi sogni si realizzassero, ma temo di non essere dotata del suo stesso quantitativo di amore, pazienza e buona volontà. Riuscirò a realizzare i sogni di mia mamma? “Lo scopriremo solo vivendo …”, cantava Battisti un po’ di anni fa. Fin’ora un unico dato è certo. Se fossero puntate le telecamere su donne come mia madre, tutti, ma proprio tutti avremmo da imparare qualcosa.
Il nome della donna protagonista di questa pagina? Evelina Izzo, classe ’47.
Data:  11/6/2011   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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