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La Donna che "Amo" è Nadia Verdile. Firmato Patrizia Perri

verdile-nadia-010411 ROMA - Cinquew ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l'intervento di Patrizia Perri.
Le donne che stimo sono quelle che studio, che leggo: sono Artemisia Gentileschi, Rosa Luxemburg, Isabel Allende. Ma la donna che amo è una donna che ho conosciuto, vissuto e che mi ha indicato la strada.
Le ragazze e i ragazzi adolescenti spesso sono come non vedenti, vivono in un mondo non reale e sognano percorsi inesistenti; hanno la bellezza di vivere di passioni e di ideali ma in giovane età è difficile sapere che strada prendere per renderli i progetti di una vita. La donna che amo l’ho conosciuta a sedici anni, fra i banchi di un istituto d’arte. Entrata in classe la nuova insegnante disse: "Dovete imparare, ragazze, a non sentirvi rappresentate dal plurale maschile, perché siete donne”. Da quel giorno, quella donna, la donna che amo, Nadia Verdile, ha colorato i miei sogni fino a farmi vedere cosa volevo diventare da grande, cosa volevo essere e come ottenerlo.
La prime cose che mi ha insegnato sono essere donna, sentirmi tale e lottare per i miei diritti. Mi ha aiutato a riconoscere tutti gli abusi che siamo abituate a tollerare, quelli che spesso non vediamo e che io, prima di conoscerla, non vedevo o, almeno, li consideravo naturali. Mi ha insegnato a capire le frasi offensive che il mondo dedicava alle donne e ho scoperto l’immenso valore che io e tutte le donne abbiamo come persone e il valore che i nostri corpi e, soprattutto, le nostre menti hanno.
Mi ha insegnato che le idee non bisognava averle ma esternarle, lottare per esse. Ho capito, grazie a lei, che dovevo essere orgogliosa di essere italiana e soprattutto meridionale, mi ha insegnato il senso civico e l’importanza della politica e del rispetto dei diritti e dei doveri che una cittadina e un cittadino hanno nei confronti dello Stato e mi ha insegnato a pretendere che quest’ultimo rispetti i suoi doveri verso di me. Ho scoperto le meraviglie della mia terra e ho imparato a guardarla con un occhio vivo, ho imparato ad osservarla ed ho scoperto le bugie che i media, i libri e molti finti letterati ci spacciano per verità. Ho imparato a essere più titubante rispetto a quello che leggo.
Mi ha insegnato l’importanza della cultura, grazie alla quale posso ottenere la libertà, sia fisica sia mentale; ho scoperto l’amore, per un uomo e per me stessa, e la forza che non pensavo d’avere; ho capito che nella mia vita dovrò sentirmi sempre vincitrice e che la mia strada non sarà semplice o incontrastata ma che non dovrò mai arrendermi.
Nadia Verdile, donna, mamma, scrittrice, storica, insegnante universitaria, insegnante di liceo, giornalista è la donna che amo. Grazie a lei ho obiettivi e ho intrapreso una strada che mi sta rendendo una donna, dando anche buoni risultati, devo ammettere. Posso dire d’essere una scimmia antropomorfa a un buon punto d’evoluzione.
Data:  1/4/2011   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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