PUNTO-DI-DONNA
    
Prima Pagina Blog Spettacolo Cronaca Arte
Cultura Libri Scuola Sport Opinioni
Centro Storico Fiat museo più popolare su Facebook/Centro-Storico-Fiat1

La Donna che "Amo" è Concita De Gregorio. Firmato Stefania Mastroianni

concitagr ROMA - Cinquew ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l'intervento di Stefania Mastroianni

Discreta cuoca di paella, moglie, madre di quattro figli, giornalista e direttrice di un quotidiano storico vicino alle posizioni ideologiche di sinistra. Donna carismatica, dall’eleganza delicata; bellezza da vendere, intelligenza, ironia spigolosa e fermezza nell’esprimere le proprie opinioni, mai buttate giù a caso. Più volte bistrattata da colleghi maschi con qualche problema di autostima; citata per diffamazione a mezzo stampa dal presidente del consiglio in carica; ospite dei salotti televisivi di Floris e Santoro.
Stiamo parlando di lei: Concita de Gregorio, nata a Pisa il 19 novembre 1963, cresciuta a Livorno, diplomata al liceo classico, laureata in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pisa.
Dopo una gavetta nella radio e nelle redazioni toscane del “Tirreno”, nel 1990 passa alla testata di Scalfari, “la Repubblica”, dove ottiene visibilità.
Diventa in poco tempo una delle penne più prestigiose e più temute dal mondo della politica. Nell’estate del 2008 le viene offerta la direzione dell’Unità, quotidiano interessato da un periodo di crisi. Con l’arrivo di De Gregorio l’Unità viene rivoluzionata nel formato (abbandono del berlinese e adozione di un formato compact, più pratico e accessibile) e nell’estetica, lasciando, però, la tradizionale striscia rossa che lo contraddistingue da tempo.
Il quotidiano resuscita: c’è la possibilità di un futuro. Concita De Gregorio esordisce come scrittrice nel 2002, con “Non lavate questo sangue”, ispirato ai drammatici Fatti del G8 di Genova dell’anno precedente.
Per la Mondadori , nel 2006 pubblica il libro “Una madre lo sa”, arrivando tra i finalisti del Premio Bancarella 2007; nel 2008, per la stessa casa editrice, pubblica “Malamore - Esercizi di resistenza al dolore”.
Il 4 novembre 2010 esce il suo ultimo libro, edito dal Saggiatore, “Un Paese senza Tempo”, che raccoglie gli articoli della De Gregorio scritti negli ultimi vent’anni, con l' obiettivo di evidenziare come l’Italia viva da tempo una condizione di immobilità.
Profonda meditatrice e abile conversatrice, non si trova a suo agio nei panni di "donna urlante", panni che è costretta ad indossare, controvoglia, quando negli studi televisivi di talune trasmissioni è avversata in maniera autoritaria e anti-democratica da altri professionisti dell'informazione maschi.
Per i colori e i lineamenti del suo viso, De Gregorio è spesso paragonata alla giovanissima attrice americana Scarlett Johansson, musa di Woody Allen.
Instancabile sostenitrice della cultura, è molto attenta alle problematiche sociali legate soprattutto al problema dei giovani e del lavoro.
“Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza; organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza” sembra essere il suo monito, rubato dagli scritti del grande filosofo marxista Antonio Gramsci, fondatore del quotidiano che dirige, monito sbandierato con testa e cuore in alcuni suoi editoriali.
Numerosi sono i gruppi e le pagine su Facebook a lei dedicati, tra cui qualcuno che vuole vederla spiccare il volo in politica, magari come prima presidente del Consiglio donna. Numerosi sono i suoi sostenitori, stregati dal suo stakanovismo femminista.
Insomma, Concita “s’acconcia”, incanta, s’avanza, piace, strapiace. Ma, inevitabilmente, procura anche fastidi a chi non ama in generale tipi di donne che lavorano usando le proprie e leggasi proprie potenzialità intellettuali.
Con il suo stile diretto e senza fronzoli, Concita De Gregorio, prescindendo dai maligni e invidiosi, risulta essere la nuova frontiera del giornalismo italiano moderno, grazie soprattutto alla forte carica identitaria che porta con sé con profonda onestà.
Data:  27/12/2010   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


RITORNA ALLA HOME PAGE





Prima Pagina Giornale e Contatti Gerenza e Cookie Policy Credits © 2009-2020 - CINQUEW.it