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Liborio Ferrara, ex direttore delle Poste di Nicolosi, arrestato per peculato



guardia finanza catania CATANIA - Nella mattinata odierna (mercoledi’ 13 novembre) militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di Ferrara Liborio (cl. 1949), ex direttore dell’ufficio postale di Nicolosi (CT), per i reati di peculato e falso materiale. Il provvedimento è stato emesso all’esito di indagini coordinate da questa Procura della Repubblica, ed in particolare dal gruppo di lavoro specializzato per reati contro la pubblica amministrazione diretto dal Procuratore Aggiunto dott.Patanè.
In particolare, dalle indagini condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania - scaturite sia da attività ispettiva interna delle Poste Italiane S.p.A. sia dalle numerose denunce presentate da vari clienti presso la Stazione dei Carabinieri della località etnea - sono emerse specifiche responsabilita’ a carico del predetto direttore, il quale, attraverso la creazione di falsa documentazione riferita a “buoni fruttiferi postali, bot e titoli obbligazionari”, è riuscito a ingannare 15 clienti investitori e a sottrarre loro la somma complessiva di circa 1.500.000 di euro.
Dalle prime indagini svolte dall’Arma di Nicolosi è emerso che l’arrestato, proprio nella sua qualità di direttore dell’ufficio postale veniva indicato dai denuncianti quale figura di riferimento del settore “risparmi e investimenti”.
Gli approfondimenti investigativi svolti dalla Guardia di Finanza hanno permesso di accertare come il direttore infedele, carpendo la fiducia riposta nei suoi confronti da vari clienti e approfittando soprattutto dell’età avanzata di molti di essi, invogliava e consigliava i vari investimenti da effettuare, promettendo anche tassi di interesse maggiori rispetto a quelli praticati da altri operatori finanziari.
In alcuni casi si recava direttamente presso le abitazioni degli anziani pensionati per far firmare la documentazione postale nonché per consegnare in contanti parte degli interessi maturati. Ciò ha consentito al Ferrara di movimentare e disporre delle somme dei clienti in totale autonomia causando agli stessi un ingente danno patrimoniale.
Il modus operandi adottato per porre in essere l’ingente truffa era così articolato:
rilascio di un buono fruttifero postale regolarmente contabilizzato e successiva falsa operazione di estinzione del titolo all’insaputa del cliente con incasso indebito della relativa somma;
rilascio di buoni fruttiferi postali o titoli obbligazionari – apparentemente autentici e regolari – che non venivano registrati e contabilizzati nei sistemi informatici delle poste italiane le relative operazioni.
Oltre all’esecuzione della custodia cautelare in carcere del predetto direttore, sono in corso le operazioni di sequestro preventivo dei beni mobili e immobili nella disponibilità dello stesso, fino a concorrenza dell’importo indebitamente sottratto.
Inoltre, le attività investigative sono state estese nei confronti dei beneficiari del denaro di provenienza illecita. Nel corso delle indagini è emerso infatti che parte delle somme truffate a due ignari clienti dell’ufficio postale di Nicolosi hanno costituito la provvista per l’emissione di vaglia postali, per un importo di circa 220.000 euro, utilizzati successivamente per l’acquisto di un immobile sito sempre nel paesino etneo
La Guardia di Finanza, con un lavoro molto complesso e accurato, è quindi riuscita a seguire i flussi del denaro sottratto, giungendo a individuare coloro che lo avevano riciclato e consentendo così di recuperare almeno parte del denaro sottratto sotto forma di immobili nei quali era stato reivestito.

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Data:  13/11/2013   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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