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Oil magazine sbarca in Corea con il nuovo numero “Water and Oil”

eni-logo-grande 1 ROMA - Oil magazine sbarca in Corea con il nuovo numero “Water and Oil”, in uscita in questi giorni, dedicato proprio ai rapporti che intercorrono tra acqua ed energia. In occasione di uno degli eventi internazionali più importanti per il settore energetico, il World Energy Congress - che si terrà a Daegu dal 14 al 17 ottobre - Oil magazine sarà presente il 15 ottobre con una tavola rotonda intitolata “Water and oil: roles and perspectives for the future of the world”, in cui relatori di alto profilo analizzeranno le ripercussioni geopolitiche dell’emergenza idrica.
“Water and oil”, un numero monotematico sulle sfide legate alle risorse idriche e al loro utilizzo nel settore energetico, apre con l’editoriale di Lord Peter Mandelson, già Commissario europeo per il Commercio e Primo Segretario di Stato britannico, che analizza approfonditamente i rischi idrici nell’attuale scenario internazionale e le possibilità esistenti per fronteggiarli in futuro.
Segue l’esclusiva intervista di Molly Moore a Yiorgos Lakkotrypis, ministro dell’energia di Cipro, Paese che, grazie alle ingenti riserve offshore scoperte recentemente, si appresta a divenire un nuovo esportatore di gas. L’attenzione, poi, si sposta sugli Stati Uniti, con l’intervento di Michael A. Levi del Council on Foreign Relations, che riflette sulla rivoluzione energetica americana, avvertendo però che l’indipendenza non è all’orizzonte.
Paul Betts, editorialista del Financial Times, e Fatih Birol, Chief Economist presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia, riflettono sul futuro dell’acqua, erroneamente considerata una risorsa inesauribile. Secondo alcuni studi, entro il 2025, due terzi della popolazione mondiale potrebbero trovarsi in condizioni di stress idrico, con ripercussioni geopolitiche e sulla sicurezza delle forniture energetiche. Ogni anno, infatti, per la produzione di energia, sono necessari circa 580 miliardi di metri cubi di acqua, equivalenti al 15 percento del fabbisogno mondiale. Su questo aspetto focalizzano l’attenzione anche Paul Sullivan, professore di economia presso la National Defense University ed Edward L. Morse, managing director di Citi, che affronta nello specifico la controversa questione della fratturazione idraulica. Al fracking è dedicato anche l’articolo di Michael Weber, professore di ingegneria meccanica presso l’Università di Austin, in Texas. Secondo la sua analisi, i timori suscitati dall’utilizzo di questa tecnica sono giustificati solo in parte. Mentre è un fatto che la produzione di shale gas abbia contribuito a ridurre fortemente le emissioni di CO2 negli Stati Uniti.
L’importanza della sostenibilità nello sfruttamento dell’acqua è ben rappresentata nel significativo esempio di Coca-Cola. Jeff Seabright, vicepresidente della Divisione ambiente, spiega le strategie aziendali per reintegrare entro il 2020 il 100 percento delle risorse idriche utilizzate nella produzione delle sue bevande.
Carenza d’acqua e instabilità politica: queste le tematiche inquadrate dall’esperto del Carnegie Endowment di Washington Mosés Naìm, che si interroga sul ruolo primario che le risorse idriche potrebbero avere, in futuro, nello scatenarsi di conflitti. Di parere opposto Jan Selby, Senior Lecturer in Relazioni Internazionali e Direttore del Sussex Centre for Conflict and Security Research. A differenza dell’oro nero, secondo l’autore, l’acqua non causerà tensioni a livello globale, in quanto più abbondante e meglio distribuita.
“Rinnovabile, silenziosa, trascurata” è il titolo dell’analisi di Gary Hart, già senatore degli Stati Uniti, attualmente presidente dell’American Security Project e membro dell’U.S. Energy Security Council. Al centro delle sue riflessioni, l’insufficiente sfruttamento da parte degli USA dell’energia idro-elettrica. Dagli USA all’India, quinta potenza mondiale, terra di monsoni e piogge, ma anche di perenne carenza idrica. James Crabtree, responsabile dell’ufficio del Financial Times a Mumbai, riflette su come, al 2030, la domanda di acqua potrebbe non essere soddisfatta e su quali potrebbero essere le misure necessarie per farle fronte.

eni
Data:  15/10/2013   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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