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La Donna che "Amo" è Marilyn Monroe. Firmato Silvia Sorrentino

Marilyn M ROMA - Cinquew.it ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l'intervento di Silvia Sorrentino.
Ero poco più di una bambina, quando in un bar del centro di Palermo rimasi totalmente rapita da una foto attaccata a una parete, una giovane donna bionda bellissima, eterea, una bellezza lunare... piccoli boccoli biondi le accarezzavano il viso, lo sguardo perso verso l'orizzonte... uno sguardo malinconico ma sincero, un sorriso appena accennato.
La guardai per diversi minuti, quasi a volere scorgere un particolare non ancora notato, un movimento improvviso, un mistero da svelare, non accadde nulla ma quella foto mi entrò nel cuore per sempre.
Nei giorni a seguire cercai quella immagine sulle riviste. Desideravo poterla avere per appenderla nella mia stanzetta, e poterla così ammirare sempre.
Non sapevo chi fosse, ma ero già “innamorata” di quell'immagine, mi ricapitò un giorno di rivederla su una rivista e scoprii il suo nome: era Marilyn Monroe, un nome qualunque per una bambina, ma non per me.
Incorniciai quella splendida immagine e l'affissi nel mio tempio, la mia stanzetta, il luogo dove passavo la maggior parte del mio tempo.
Marilyn da quel giorno diventò il mio mito, la fonte delle mie future ispirazioni.
Cominciai a raccogliere informazioni, foto, gadget e tutto ciò che parlava di lei.
Da quel giorno la sua immagine non mi ha mai più abbandonata, e oggi ho diversi libri, foto, quadri, fotocopie di suoi documenti ufficiali, tutti i suoi film le sue canzoni, foto e regali che i suoi fans di tutto il mondo le hanno inviato nel luogo dove riposa a Los Angeles.
Sin da bambina avevo la certezza che oltre alla bellezza infinita quella donna aveva tanto da raccontare e da trasmettere e fu così.
Norma Jeane Mortenson, il vero nome della grande diva conosciuta dal mondo intero come Marilyn Monroe, nacque il 1º giugno del 1926, alle 9,30 del mattino, al Country Hospital di Los Angeles, da una madre affetta da una grave instabilità mentale, e da padre ignoto.
Norma visse la sua triste infanzia passando da una casa all'altra, fu affidata molto piccola a una famiglia di Hawthorne in una piccola località di Los Angeles, successivamente a una coppia inglese, in seguito fu presa in custodia dalle autorità statali che la rinchiusero in orfanotrofio per diverso tempo fino a che la migliore amica di Gladys sua madre, Grace McKee molto affezionata a Norma, decise di prenderla con sé, regalandole una parvenza di normalità.
Norma però covava nel suo cuore un senso d'abbandono infinito che l'amore e le cure di Grace riuscirono a colmare solo in parte. La sua infanzia non fu delle più felici, ma nonostante tutto Norma divenne uno splendore di ragazza, ma la sua bellezza non era di quelle bellezze comuni. La sua bellezza veniva dal profondo della sua anima. Molti la ricordano come una ragazza dalla dolcezza e sensibilità infinita. I suoi modi garbati riuscivano a conquistare chiunque avesse a che fare con lei.
Norma si sposò giovanissima, più che per amore, per fuggire dalla possibilità di ritornare in orfanotrofio, poiché Grace e il marito presero la decisione di trasferirsi in Virginia ma senza lei.
Il matrimonio non durò a lungo, poiché Marilyn scoprì ben presto di avere attitudini nella recitazione ma sopratutto scoprì quanto la gente apprezzasse la sua immagine, infatti fu notata per caso da un noto fotografo che la fece diventare la ragazza copertina più richiesta del periodo.
Da lì in poi susseguirono piccole apparizioni cinematografiche, cominciarono ad arrivare le prime proposte degne di nota... e un po' per volta Norma si trasformò per sempre in MARILYN MONROE.
La diva delle dive... la donna più amata di tutti i tempi, un'icona vivente che si trasformò alla sua morte in un mito immortale!!!
Marilyn raggiunse successi inimmaginabili, l'amore del pubblico l'accompagnava costantemente. Ammirata e amata da tutti, era sempre al centro dell'attenzione mediatica, ma nonostante ciò il senso di vuoto e solitudine non la lasciò mai.
Quello che mi affascinò più di Marilyn non furono i suoi successi, ma sopratutto i suoi fallimenti, poiché furono quelli che cambiarono il corso della sua vita più volte.
La sua vita fu contornata da numerosissimi successi lavorativi, ma da altrettanti fallimenti affettivi.
Si sposò più volte ed ebbe diverse relazioni, gli uomini della sua vita la delusero continuamente.
Si chiese più volte se i suoi amori amavano Norma Jeane o la diva Marilyn Monroe.
Norma era l'ingenua ragazza fragile e insicura, desiderosa d'amore, capace di amare, speranzosa di trovare l'amore vero quello con il quale creare una famiglia e avere dei bambini. Mentre Marilyn era la Femme Fatale amata da tutti, desiderata da tutti, sicura, solare, irraggiungibile e terribilmente sexy. Un trofeo da mettere in mostra, un diamante da fare ammirare, un gioiello da possedere.
Ma Marilyn desiderava semplicemente essere amata per come era nel profondo con tutte le sue paure e fragilità. Per qualche strano e misterioso motivo si legò più volte ad uomini già impegnati, probabilmente per appagare il suo ego femminile con il gusto della conquista, semplicemente per affermare il suo ineguagliabile sex appeal, o forse furono solo dei casi, non lo sapremo mai, l'unica certezza che ho e che Marilyn viveva l'amore in maniera conflittuale, amori difficili, amori impossibili, amori quasi paterni. Forse cercò per tutta la vita, quell'uomo che le ricordasse il padre che non aveva mai avuto.
Marilyn si legò più volte anche a donne dalla forte personalità. Donne calamitate a lei quasi con ossessione, insegnanti di recitazione o semplici assistenti, tutte con la stessa caratteristica, donne capaci di plagiare e rassicurare allo stesso tempo le intemperanze e le crisi della donna più famosa e confusa al mondo.
Probabilmente la vicinanza di queste figure femminili colmavano in qualche modo il vuoto immenso lasciato da una madre assente e affetta da malattia mentale. Questo argomento la fece tremare più volte di paura, l'incubo di fare la sua stessa fine rinchiusa in un manicomio crebbe insieme alla sua notorietà. Marilyn cominciò a fare abuso di alcol e di tranquillanti, più volte finì ricoverata in ospedali in condizioni pietose. Il suo tenore di vita sballato fu causa di non pochi problemi anche sui set cinematografici.
Spessissimo il cast fu costretto a fermare le riprese per i suoi continui ritardi e per le sue innumerevole assenze. Si mormorò di lei ogni cosa, dagli abusi di alcol e droghe alle relazioni con sconosciuti, con donne, con uomini sposati, addirittura si sparse presto la voce che Marilyn la grande diva allacciò contemporaneamente una relazione sentimentali con due dei fratelli Kennedy.
Ma nulla di tutto ciò fermò mai la sua ascesa nei cuori degli americani e dell'intero globo. Con grandissima umiltà, frequentò diversi corsi di recitazione, seduta ad apprendere in mezzo a centinaia di aspiranti attori come fosse una comune attricetta alle prime armi, tutto pur di essere accettata e riconosciuta come una brava attrice e non soltanto come il sex simbol americano.
Questo alla gente piaceva, la sua umiltà conquistò il grande pubblico.
Marilyn aveva la capacità innata di attirare ogni essere vivente a lei, nonostante le sue curve mozzafiato, il suo irresistibile sex appeal, riusciva a fare innamorare di lei donne, uomini, bambini e persone di qualsiasi età. Il suo sguardo malinconico, la dolcezza della sua voce, la tenerezza del suo volto, accresceva in tutti un fortissimo senso di protezione nei suoi riguardi. Un fenomeno inspiegabile che fu però la vera chiave del suo successo. Le donne stranamente non entravano in competizione bensì l'amavano e la veneravano. Una fonte di dolcezza e di fascino infinito, un fiore che si spense tragicamente una notte tra il 4 e 5 agosto del 1962 a soli 36 anni da poco compiuti. Il mistero della sua vita si concluse con una misteriosa morte a cui ancora oggi non vi è risposta certa. Fu colpa della mafia? Oppure fu per un abuso di alcol e tranquillanti? Fu un suicidio? Oppure un omicidio? Nessuno riuscì mai a dare una risposta certa a tutte queste supposizioni. L'unica certezza e che Marilyn vive ancora nei cuori del mondo intero. Un mito immortale che rivive in tutto ciò che ci ha regalato.
Per un milione di motivi ha conquisto il mondo intero e per un sorriso dolcissimo e malinconico ha conquistato una bambina di 10 anni... ha conquistato me.
Data:  26/6/2012   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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