| Libri, lo tsunami digitale ci sta per invadere. Ma il piacere dei sensi resiste |
ROMA - Con Internet morirà il libro di carta? Ormai è discutissima la venuta al mondo dell’e-Book, la nuova frontiera del libro, che ha “invaso” le reti di comunicazione nel nostro millennio, con lo scopo di favorire la tecnologia, la globalizzazione e si spera anche la cultura.
L’avvento del libro digitale ha innescato il timore che il rapporto intimo con il libro cartaceo possa diventare solo un ricordo. È solo paura del nuovo? La cosiddetta “Quarta rivoluzione” è scoppiata. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è il bisogno di stare al passo con le abitudini dei giovani, sempre più tecnologicizzati; necessario dunque un nuovo mezzo efficace ad incentivare un rinnovamento del sistema culturale ormai “troppo vecchio” per le nuove generazioni.
Ma alla ventata innovativa si oppone quella “conservatrice” di lettrici e lettori che sostengono di non voler abbandonare la piega dell’orecchio fatto alla pagina, l’odore della carta (talvolta di antico, talvolta di libro fresco appena comprato), la consistenza di una carta particolare, l’immagine accattivante della copertina, il piacere di sottolineare o prendere appunti, o ancora il piacere di collezionare collane. Sono gli appassionati dell’old style, quelli che affermano che il libro abbia una propria “fisicità”, che rivendicano il libro cartaceo come simbolo della cultura.
Internet è il futuro, Internet va veloce ma non potrà mai competere con il piacere dei sensi che lega chi legge al libro di carta.
Eppure i dati statistici parlano chiaro: per ogni 100 copertine rigide spedite a casa degli acquirenti, ve ne sono 143 di e-Book scaricati direttamente on line; l’I Pad di Steve Jobs ha venduto un milione di pezzi in un mese. E allora come andrà a finire? Lo tsunami digitale ci sta per invadere, ma i tempi non sono abbastanza maturi per sapere se trovare un appiglio o lasciarsi andare alla nuova era dell’informatica, che tanto nuova non è.
L’importante è reagire all’ondata coscienziosamente, magari potrebbe esserci d’aiuto più di quanto si possa immaginare (godiamoci ciò che ne rimane della foresta amazzonica), oppure basti pensare all’opportunità che la rete possa favorire, come il giornale on line sul quale sto scrivendo…del resto ciò che piace non lo si abbandona mai.
di Alessia Dello Stritto
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