| Venezia Cinema, ritorna il maestro Takashi. Professore stregato dalla Tv |
VENEZIA - Il ritorno in laguna di Takashi. Tornano le attesissime avventure del professore stregato dalla TV. Il primo settembre caleranno i riflettori sulla sempre-romantica laguna veneta. Dal primo all’undici settembre, infatti, sarà in corso la tradizionale Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, giunta alla sessantasettesima edizione. Tanti gli ospiti attesi, tanti i film in concorso. La pellicola più sospirata è quella del maestro del cinema giapponese Miike Takashi , che quest’anno offrirà ai suoi fans il sequel di “Zebraman”(2004): “Zebraman 2: Attack on Zebra City”.
Il primo film verrà riproposto e proiettato fuori concorso nella notte dell’otto settembre ; il secondo il 9 settembre anch’esso fuori concorso.
La genialità di Mr Takashi non è sconosciuta a Venezia; si ricordi la presentazione nel 2005 del film “The great Yokai War”, leggendaria quanto fantastica opera che fotografa perfettamente l’idea di cinema che Takashi ha.
Si ricordi anche la proiezione dell’impareggiabile “Sukiyaki Western Django” del 2007. I due “Zebraman” takashiani, sceneggiati da Kudo Kankuro, sono ispirati alle serie televisive giapponesi degli anni sessanta; se nel primo episodio il protagonista, un professore appassionato della serie “Zebraman”, scopre di possedere gli stessi superpoteri del personaggio amato, nel secondo lo stesso professore si sveglia da un sonno di 15 anni e trova una Tokio nuova che porta il nome di Zebra City.
Crimini efferatissimi sta compiendo la polizia strumentalizzata dal governo per “prevenire” la criminalità : gli uomini in divisa sono autorizzati dallo stato a uccidere chiunque per strada.
Il compito di Zebraman sarà quello di contrastare l’azione della polizia e di portare la normalità nella sua Tokio.
“Zebraman 2” si presenta come una pellicola a tinte fosche che sfiora il grottesco e l’assurdo (come da copione takashiano) ma lancia un messaggio molto forte che fa pensare: "In fondo,tanto assurda la storia poi non è”.
di Stefania Mastroianni
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