ROMA - Polemiche sempre attuali sulla dibattuta questione dell’eolico in Italia. Nella controversia non ci si mette soltanto Sgarbi, ma ci sono anche importanti e serie indagini della magistratura. L’energia eolica pare essere una delle poche risposte ecocompatibili alla costruzione di centrali nucleari, che l’attuale governo Berlusconi sembra invece preferire.
Gli aerogeneratori, meglio conosciuti come “pale eoliche”, sfruttano una fonte inesauribile, il vento, trasformando l’energia cinetica in energia meccanica o elettrica. In alcune regioni italiane, e in particolare in quelle del Sud (Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna) sono sorte delle vere e proprie “wind-farm”, ossia delle fattorie del vento. La regione leader in fatto di eolico risulta essere, dai dati registrati dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), la Puglia di Nichi Vendola, prima produttrice di energie pulite in Italia. I numeri parlano chiaro: la potenza sviluppata dagli impianti eolici in Puglia è pari a 4.880 megavolt Ampere. L’unica regione che le fa concorrenza è la Sicilia di Raffaele Lombardo con 208 autorizzazioni per 12.960 Megavolt Ampere.
La Campania è al terzo posto con 250 richieste per una potenza di 10.293 Megavolt Ampere. Ma, come detto in apertura, non sono state risparmiate polemiche neanche sull’eolico. Quella che nell’ultimo anno e mezzo ha ottenuto maggiore visibilità è stata la polemica portata avanti da Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte nonché sindaco di Salemi, nel trapanese, conosciuto al grande pubblico più per le liti violente nei salotti televisivi che per altro.
Secondo il sindaco di Salemi, gli impianti eolici rovinerebbero l’armonia del territorio, deturpando irreversibilmente il territorio. Egli solleva anche una questione delicata; dice, infatti: «Gli impianti eolici non vengono installati perché si vuole dare energia ai cittadini, ma piuttosto per brama di denaro e potere. Al contrario, c’è una dispersione di energia straordinaria: si raccolgono quantità di energia che non si riesce a distribuire».
Insomma, Sgarbi accusa l'Unione europea e gli enti locali senza peli sulla lingua, sostenendo che i finanziamenti europei sono distribuiti in misura vasta per assicurare ai sindaci locali l’eco-risarcimento. Le sue parole, tuttavia, non sono tutte esternazioni irrazionali dovute al carattere fumantino dello stesso. Lo dimostrano, infatti, le indagini della Procura di Roma. I pm romani stanno facendo luce su un presunto giro d’affari che avrebbe gestito in maniera illecita una serie di appalti pubblici in Sardegna per la realizzazione di parchi eolici. Sono coinvolti l’imprenditore sardo Flavio Carboni, il magistrato tributario Pasquale Lombardi e il costruttore Arcangelo Martino. Nell’ambito della stessa inchiesta sono indagati il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, il coordinatore del partito di Berlusconi, Denis Verdini, il deputato ed ex-coordinatore Pdl in Campania Nicola Cosentino, tutti accusati di violazione degli articoli 1 e 2 della Legge Anselmi sulle società segrete.
di Stefania Mastroianni
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