23/7/2010 APRICALE (IMPERIA) - Un giovane artista inaugura la sua 6° mostra: è Tonino Conte ad Apricale, dal 7 al 19 agosto. Inaugura il 7 agosto al Castello della Lucertola di Apricale, in provincia di Imperia, Segni e sogni al Castello, la nuova e 6° mostra di Tonino Conte, visitabile fino al 19 agosto.
Tonino Conte con i suoi 75 anni e oltre 40 anni di teatro alle spalle da regista, scrittore e organizzatore (fondatore del Teatro della Tosse ed inventore di quegli spettacoli di “teatro fuori del teatro” che hanno contribuito ad un pezzo di storia del teatro italiano contemporaneo, grazie anche alla sorprendente ambientazione che hanno trovato ad Apricale) si può ancora definire un “giovane artista”, di arte visiva però. Dal 2008 ha iniziato questa nuova avventura che, come è stato detto, smentisce il sospetto di “exploit di un ozioso” realizzando composizioni di immagini e versi con la tecnica del collage – da lui definite “falsi d’autore”- e suscitando l’apprezzamento di pubblico e addetti ai lavori.
La mostra propone al visitatore – in un percorso tra quadri, ricordi di teatro e pagine di poesia – un viaggio nell’anima del sognatore Tonino Conte e nel baule dei suoi ricordi. Il titolo dice di “Segni e sogni”: “segni” nel senso di quelli zodiacali, “sogni” non solo perché genericamente, ogni artista che si può definire tale, quale siano la sua età e il suo stile non può prescindere dalla capacità immaginifica, ma piuttosto perché quello che è subito evidente guardando questi collage è la componente fortemente onirica con cui Conte accosta campi ( o “semi”) di universi lontanissimi in una trama di associazioni mentali e sentimentali tipiche del sonno profondo, quella in cui vengono abbattute paure e resistenze e le pulsioni più intime sono libere di esprimersi senza limitazioni di sorta. Cavoli che escono da una testa come “pensieri del cavolo”, due suore che saltano accanto ad un pozzo e ad una ballerina da Moulin Rouge, un uomo col cappello che mangia un uovo in compagnia di un cane che indossa la sua giacca, una Madonna il cui volto è composto da una folla (di fedeli?): il caleidoscopio di figure fa girare la testa.
I collage di Conte hanno anche una componente teatrale. Alle immagini vengono quasi sempre accostate delle parole ma anche quando non accade raccontano storie. Come dice lui stesso:
Un comune foglio di carta da macchina da scrivere, messo sul tavolo in posizione orizzontale, per me è un palcoscenico.
(…)
Ho fatto un collage, quindi sono un “collagista”? Che brutta parola! Si può dire “immaginista”?
Ma forse sarebbe meglio dire che così continuo il mio mestiere di regista teatrale.
Per me un foglio è un palcoscenico.
Torniamo ai segni: in mostra infatti una serie di opere che reinterpretano i 12 segni zodiacali che hanno sempre ispirato la creatività anche di Conte regista se si pensa allo straordinario successo del classico dei classici, Nel segno dei Tarocchi, ad esempio. Il tema rimanda allo spettacolo del Teatro della Tosse Spettacolo Cosmico - gli orizzonti dello zodiaco, di Emanuele Conte e Amedeo Romeo in scena ad Apricale quasi nelle stesse date della mostra, dal 6 al 15 agosto. “Segni” però ha anche un’altra connotazione che si addice anche a tutte le altre opere di questa mostra antologica dei primi due anni di attività. La definiscono bene le parole del regista Massimiliano Civica: i quadri di Tonino Conte non hanno nulla a che fare con la pittura, non hanno nulla a che fare con la rappresentazione mimetica per immagini, insomma non sono quadri. Sono degli scritti, hanno a che fare con la scrittura. (…) Grande vs piccolo, contenente vs contenuto, ciò che sta in alto o a destra vs ciò che sta in basso o a sinistra, valore gerarchico dei colori e valore della direzione dell’asse degli sguardi: ecco le regole della sua sintassi.
Apricale è uno sfondo perfetto per questa mostra perché fa parte della storia artistica di Conte e perché il sapore antico del Castello della Lucertola incornicia elegantemente queste fantasmagoriche composizioni fatte di copertine di dischi, manifesti pubblicitari, vecchi documenti, libri d’arte, foto di famiglia, scritti a volte telegrafici.
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