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Templari a Prata Sannita, i Cavalieri nel Castello dei Daga Scuncio
 
maria-daga-scuncio 18/7/2010
PRATA SANNITA (CASERTA) - Segni, tracce e oggetti dei Templari a Prata Sannita, nel castello che da oltre 150 anni è di proprietà della famiglia Daga Scuncio. Un borgo, in provincia di Caserta, che è memoria di storia, antiche tradizioni e regali passaggi: dall’imperatore Federico II di Svevia ad Alfonso I d’Aragona. Nella serata della musica rinascimentale ungherese (17 luglio) - ottavo appuntamento del festival di musica medievale, rinascimentale e barocca, “Il Trionfo del Tempo e del Disinganno”, che dallo scorso maggio mette in scena rappresentazioni di musica in costume d’epoca, diretto da Pietro Di Lorenzo – siamo rimasti inebriati dai profumi, dai luoghi e dalle parole della proprietaria della fortezza, signora di ineguagliabile conoscenze, Lucia Maria Daga Scuncio. Nell’attesa delle note medievali dei Musica Rediviva, espressione di rilievo nel panorama internazionale dell’arte musicale magiara, la Signora e suo figlio Vittorio hanno raccontato storie e mostrato oggetti lasciati in loco dai Pauperes commilitones Christi templique Salomonis, conosciuti come Cavalieri Templari, il più noto ordine religioso cristiano e medievale.
«Sono sempre i sogni a indicarmi cosa fare e come muovermi per trovare piante, affreschi e oggetti di inestimabile valore che hanno lasciato i miei predecessori in questo luogo fantastico e suggestivo – rivela Maria Daga Scuncio -. Qui è tutto vivo, le pietre parlano e mi anticipano le scoperte che io dopo qualche ora andrò a fare: tre anni fa ho trovato una moneta con una croce impressa lasciata dai Templari che, certamente, sono passati anche per questi borghi centinaia di anni addietro. Tutto quello che ho in questa mia dimora lo metto sempre a disposizione delle migliaia di visitatori e di tantissimi studenti, che rimangono sempre stupefatti da ciò che vedono».
Delle altre testimonianze dell’Ordine dei Cavalieri (1118 in poi), di cui alcuni membri si erano “arroccati” nei pochi centri di questa terra, ne parla, durante la visita alle prigioni della fortezza di Prata Sannita, il figlio di Maria Daga Scuncio, Vittorio: «Anche gli alberi e le piante che si trovano in questo castello hanno un qualcosa di misterioso che fanno pensare a presenze templari nella dimora: c’è un’acacia tra due torri, simbolo evidente dei Cavalieri. In queste prigioni (mentre ce le mostra ndr) c’è una croce gerosolomitana e sulle pareti tracce di passaggio di Cavalieri venuti dall’Oriente. Possibile la visione anche di una sorta di cartina geografica moderna dove sono raffigurati percorsi e imbarcazioni».
Da ricordare pure che il magnifico castello, in cui la signora Daga Scuncio trascorre molta parte dell’anno, è stato punto di riferimento per i sovrani del Regno di Napoli. Presenze ungheresi si riscontrano intorno al ’400. Una serata intrisa di magia dove parole italiane e note magiare si sono unite e, chiudendo gli occhi, ci hanno fatto ritrovare a vivere emozioni e misteri di mondi passati.

di Giuseppe Rapuano

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