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“Figure e colori in Musica”, l'altro "oscuro" nascosto di Luigi Sabatino

Quadro-Luigi-Sabatino TORINO - “Figure e colori in Musica”. La mostra pittorica di Luigi Sabatino al Circolo Ufficiali di Torino dall’11 al 24 giugno. Solo una grande umanità, una grande passione per la vita, per l’altro “oscuro” nascosto in ognuno di noi possono permettere ad un artista di evocare con forza temi quali la memoria, gli affetti, i deboli senza mai scadere nella retorica e nella stucchevolezza.
Sono queste le emozioni evocate dai quadri di Luigi Sabatino che inaugura la sua mostra “Figure e colori in Musica” venerdì 11 giugno alle ore 18,30 presso il circolo Ufficiali di corso Vinzaglio 6 a Torino. Il vernissage sarà animato dalla musica del Maestro Daniele Comba che con la sua tromba cercherà di dare voce a quella passione per la musica ispirata a Luigi Sabatino dal padre musicista nella banda di Girifalco, il suo paese natio.
Il bambino Luigi deve aver studiato a lungo i volti dei musicanti: li ritroviamo in questi ritratti di suonatori di clarinetti, di fisarmoniche, di artisti di strada in un intreccio forte fra volti del passato e volti del presente che ci restituiscono l’atmosfera di Girifalco, paese dell’interno della Calabria, i suoi paesaggi, i volti dei suoi paesani, la fatica di chi lavora la terra e lo stupore fanciullesco di Luigi quando, infine, incontra il mare.
Sabatino ci parla di un paese, Girifalco, la cui vita è condizionata anche dalla presenza del Manicomio: i volti dei matti risaltano nei suoi quadri, compagni di percorsi di vita, esprimendo con forza “una rabbia” e insieme l’affetto per la gente povera e in difficoltà, gli esclusi, gli emarginati, i più deboli.
Sono immagini, come dice giustamente don Luigi Ciotti nell’introduzione del catalogo “in cui è palpabile una nostalgia che non esprime però esclusivo attaccamento alle proprie origini, ma consapevolezza che la vita cresce solo nella relazione vera, nelle comunità aperte e accoglienti”. Sarà per questa sensibilità che Sabatino dedica molte pennellate a ritrarre efficacemente i calabresi come emigranti, e i nuovi calabresi, gli immigrati che solcano le strade della Calabria alla ricerca della dignità e della realizzazione delle loro speranze.
Sabatino, come ci ricorda ancora don Ciotti, “coglie la persona nella sua irriducibile dignità, che non dipende dalla nascita, dalla condizione sociale, dal colore della pelle o dalle fragilità che possono averne segnato il percorso.”
Ma altre immagini affascinano: è l’affabulazione di oggetti presenti nei quadri o usati per dipingere (le stoffe della madre) che ci rimandano prepotentemente alla memoria, agli affetti, alle immagini dell’infanzia.
Infatti così lo descrive la figlia “Passavo ore e ore a curiosare nella sua bottega, perché lì potevo trovare di tutto: […] Non c’è dubbio, mio padre era e continua ad essere, un “accumulatore primario” e non di capitale, ma di chincaglierie. Fa fatica a buttar via le cose e non per smania di possesso, ma per non staccarsi da quei ricordi che riemergono per rivivere sulla tela”.
Sarà per questo che nei suoi quadri è possibile ritrovarsi, rintracciando tracce della propria memoria, evocazioni di infanzia, brandelli delle nostre radici.
Come conclude giustamente la figlia Maria Teresa “Il passato diventa materia di sogno, ma in fondo rimane il suo percorso dell’anima: per essere davvero liberi bisogna avere radici, aver fatto i conti col proprio passato, anche a costo di rivisitarlo in chiave fantastica.” E, citando Garcia Marquez “la vita in fondo non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
E poterla raccontare come fa Luigi Sabatino è sicuramente un privilegio raro.
Luigi Sabatino è nato a Girifalco (Catanzaro) il 25 marzo 1946. Nel 1959 si trasferisce a Torino per continuare gli studi. Sposato con Maria Signorello, è padre di due figli.
Ha allestito diverse personali: l’ultima nel 2004 presso il Complesso Monumentale di Girifalco (ex manicomio) con il patrocinio della Regione Calabria. Ha partecipato a numerose collettive, anche all’estero. Molte sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
Di lui hanno scritto i critici d’arte: Marziano Bernardi, Vittorio Bottino, Luigi Carluccio, Angelo Dragone, Paolo Levi, Angelo Mistrangelo, Adalberto Rossi, Carlo Sartori
Bibliografia. Catalogo Bolaffi, edito a Torino; il Quadrato, edito a Milano; Dizionario Biografico dei Meridionali, edito a Napoli.


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Data:  9/6/2010   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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