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Emanuela Di Napoli Pignatelli a tu per tu con Francesco Tripodi

francesco-tripodi NAPOLI - Un "Commerciartista" iscritto all'albo dei Dottori Commercialisti della provincia di Napoli, che preferisce soffermarsi più sulla sua parte "artistica". È Francesco Tripodi. Titolare di una piccola società di produzione, che produce i film che lui stesso scrive e interpreta, per il momento il primo successo ottenuto al Festival di Napoli "Cinema al Castello" con il film "La sera della prima" che ha anche avuto una menzione speciale al Festival Internazionale di Opere Prime.
Francesco Tripodi è una persona allegra, di simpatia travolgente, non si prende troppo sul serio ride di se stesso e dei motivi che lo hanno spinto a mettere su una casa di produzione.
Tripodi, come si decide di diventare produttori?
Il mio percorso è stato forse al contrario rispetto a quello di altri produttori: amo la recitazione teatrale, e ho sempre desiderato fare l'attore, ma per fare l'attore e non morire di fame devi trovare un impresario che ti faccia recitare. Mi sono quindi trasformato in impresario, però per diventare ancora più bravo ho iniziato a scrivere quello che volevo recitare, altrimenti ti trovi a dover interpretare cose che non ti piacciono e, poi, visto che nessuno me le voleva produrre me le sono dovute produrre, quindi alla fine per fare l’attore ho dovuto costruire una casa di produzione.
Questa è una professione molto creativa, molti pensano che si tratti di un lavoro basato sulla parte finanziaria, invece è molto organizzativo e fantasioso.
Che rapporti ha con lo sport?
lo sport è il mio pane quotidiano, non mi faccio mancare niente, corsa, calcio, anche se non più tanto, nuoto, soprattutto in estate, bicicletta, palestra, tennis.
Passatempi…
Nel tempo libero scrivo le mie sceneggiature e poi sto con le mie bambine, che sono due, più una…
Cioè....
Le mie gemelle Angelica e Vittoria, e la prima figlia della mia compagna che per me è diventata più figlia di una figlia. Sono praticamente circondato da donne, che sono l’unica cosa per cui vale la pena fare tanti sacrifici. Credo di essere già geloso delle mie piccole che frequentano l'asilo, e che hanno qualche coetaneo che asserisce di essere un fidanzatino, quando le accompagno a scuola alcuni bimbetti si avvicinano per dare un bacino, io chiedo: "chi è?", la risposta? "un amico!"
Ci parli dei sacrifici relativi all'inizio della professione?
Quelli non finiscono mai, all'inizio sei giovane e devi fare gavetta, poi ti devi introdurre, poi finalmente riesci a introdurti e c'è la crisi. Ma se almeno hai la fortuna di fare il lavoro che ti piace il sacrificio diventa uno sforzo un po’ tipo lo sport.
Miti...
Le mie figlie e la mamma delle mie figlie!
Perché ha scelto di fare l'attore?
Perché ho scelto di fare l’attore lo so solo io. E, infatti, lo so solo io che faccio l’attore. Mi piace molto la recitazione, sin da piccolo amavo da morire recitare e il teatro, era l’unico posto dove mi sentivo veramente bene, mi divertivo, andavo a vedere le commedie con mia nonna, mi piace l’odore del palco, i rumori, la recitazione è come una vocazione, anche se oggi alcuni attori non hanno questa vocazione. Io amo l’attore quando recita, il momento dell’attesa, l’acquisizione di un ruolo, sono attimi molto interessanti che condivido con un’attività libero-professionale che è quella di dottore commercialista che mi dà tranquillamente la possibilità di riflettere e spero un giorno di fonderle tutte nella società di produzione. La società di produzione ha una parte di management e un'altra di creatività, a quel punto ci sarà finalmente la riunione dello sdoppiamento della mia anima.
Incontri importanti...
L’incontro veramente importante è stato quello con Valentina, la mia compagna. Da quell’incontro è nata una nuova fase della mia vita, ho fatto delle scelte, preso delle decisioni, ho cambiato dei modi di vivere. Valentina ha cambiato la mia vita!
Vacanze?
Il mare d’estate, al massimo in primavera, la montagna d'inverno... Non amo i viaggi fuori stagione.
Pregi e difetti...
Sono per definizione molto umile, così umile che non credo di avere difetti.
Pregi, sono onesto e leale, a volte fin troppo, ma mi piace essere così, forse a volte dovrei essere meno trasparente, io mi faccio coinvolgere e provo entusiasmo. Sono estremamente umile, perché sopporto cose incredibili... da persone ancor più incredibili.
Concluda questa nostra chiacchierata…
In questo momento cerco di farmi forza perché ci sono molte difficoltà, e per chi è pensante e non si ferma all’apparenza è anche molto difficile vivere e digerire certi contesti, siamo quotidianamente presi in giro in tutto e per tutto. Spero di continuare a pensare positivo perché è una cosa che mi aiuta molto, ma mi auguro che qualcosa migliori perché siamo arrivati ad un punto di non ritorno, tutte le belle iniziative non riescono a trovare spazio non solo nel mio settore. Il cambiamento poi è quello che è alla base della mia nuova sceneggiatura, il cambiamento può avvenire solamente se iniziamo a pensare alle cose semplici, sostenendole con una cultura di base, cultura che non deve essere soltanto quella che apprendi dai libri , ma una cultura dell’onestà, dell’affidabilità, della serietà, una cultura di quello che noi sappiamo fare e che sentiamo di fare.
E' l'unica possibilità che abbiamo di cambiare qualcosa, altrimenti saremo rovinati!
In bocca al lupo Checco per la sua carriera... Speriamo di poter venire presto ad applaudirla nei migliori teatri delle più importanti città... Magari in un mondo che sia riuscito a cambiare ed essere più giusto.

di Emanuela Di Napoli Pignatelli
Data:  27/2/2012   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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