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Da Blake Edwards a Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia, è "Colazione da Tiffany"

colazione_tiffany NAPOLI - Da mercoledì 1 febbraio debutta al Teatro Diana di Napoli l’attesissima commedia “Colazione da Tiffany” che vede come protagonisti Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia. La versione teatrale è tratta dall’indimenticabile film di Blake Edwards che ebbe come indimenticabili protagonisti Audrey Hepburn e George Peppard: il testo, a sua volta, fu adattato per il teatro da Samuel Adamson da un breve romanzo gioiello di Truman Capote. La regia di questa versione italiana è di Piero Maccarinelli. Chi non ricorda Holly, una cover girl americana arrivata a New York un po’ lolita cresciuta, un po’ traviata. Tutti sono un po’ innamorati di lei, che sembra attraversare la vita in punta di piedi: il suo passato, il primo marito, la sua attività di prostituta, le sue feste sgangherate... ma Holly ha una grazia innata e per tutti “è in transito”. Nessuno la può fermare, catturare o dire che appartenga a lui…fino a quando...
Ecco di seguito quanto scrive il regista del suo allestimento.
La madre di Truman, Nina Capote, detta Lilli Mae, aveva preso l’abitudine di lasciarlo solo per passare lunghi periodi a New York.
Forse Nina è la prima ispiratrice della figura di Holly Golightly-Lulamae Barnes.
Anche Nina come Holly si sposa in giovanissima età, lascia il marito, si ribella alle convenzioni ed al rigido moralismo americano degli anni ‘30 - ’40; anche Holly, come Nina, attraversa la vita in punta di piedi spargendo sugli altri leggerezza e buon umore, anche lei ha un’ebbrezza che ha sempre l’amaro retrogusto di una insondabile malinconia.
Anche Nina come Holly frequenta amici ricchi e fatui, personaggi di un mondo ingenuamente alla ricerca della felicità esteriore…
Deve esserci questo alla base della scrittura secca, brillante e frizzante ma nello stesso tempo dura di Colazione da Tiffany.
Il titolo stesso, del resto, ha un’origine brillante e trasgressiva; si racconta che nasca da un aneddoto raccontato all’autore da un suo amico: durante la seconda guerra mondiale un uomo di mezza età passa una notte con un marine. La domenica, per sdebitarsi, lo invita per un buon breakfast ed il giovane che ha sentito dire che Tiffany è un luogo molto elegante e ignora che si tratti di una gioielleria, chiede di essere portato a colazione da Tiffany.
Basterebbero già queste cose per vedere come questo adattamento del celebre romanzo breve si avvicini alla scrittura di Capote più del film che, genialmente diretto da Blake Edwards e interpretato dal mito Audrey Hepburn, ne ha costruito la fama mondiale.
Il nostro spettacolo ha voluto ispirarsi al mondo di Capote, alla sua biografia e, cercando di mantenere la brillante leggerezza e la spleenetica malinconia, raccontare attraverso William/Truman e Holly/Lulamae la vera storia di Colazione da Tiffany.
Holly non conosce quello che ama se non quando lo ha buttato via ma è lei che consente a William di diventare Truman, che gli insegna la leggerezza e l’accettazione degli altri e di sé che gli consiglia cosa scrivere e perché, ma senza nessun moralismo, senza pesantezza…
Holly scambierebbe William solo per Greta Garbo.
“Se lei mi chiedesse di sposarla lo farei… l’amore dovrebbe sempre essere permesso … non importa di chi con chi...”dice ad un certo punto Holly e noi siamo totalmente d’accordo con lei.
Data:  27/1/2012   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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