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Without Words al San Carlo, Shubert è poesia e la danza nell'essenza più pura

amore e disamore san carlo napoli NAPOLI - Nell’incantevole cornice dell’appena restaurato Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli si celebra l'amore con i danzatori del teatro di San Carlo. Il primo ballerino ospite Alessandro Macario, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo del lirico partenopeo sono in scena fino al 29 gennaio con L'amore e il disamore, trittico interamente dedicato al più nobile dei sentimenti.
Il sipario si è aperto con Il mandarino meraviglioso di Mauro Pistoni su musiche di Bèla Bartòk, balletto presentato già nell'ambito della Rassegna Ottobre Danza del 2011. La coreografia, che unisce classico e contemporaneo, declina la tematica della serata nella forma della sua impossibilità. La figura della donna è protagonista, intensa, profonda nell'interpretazione la prima ballerina Corona Paone nel dar vita, su una polifonia di nere passioni, a un incontro tra due creature diverse. Le atmosfere sono dark considerato l’argomento trattato: la storia parla di prostituzione, furto e omicidio, con un rapporto piuttosto violento tra i due sessi. Lo scabroso racconto alla sua prima rappresentazione a Colonia nel 1926 fece molto scalpore, al punto che fu bandito dal sindaco per ragioni di carattere morale e non entrò in repertorio fino all’allestimento curato da Aurell Millos per la Scala di Milano nel 1942. Questa versione sancarliana restituisce le sinistre atmosfere notturne e la tensione erotica incalzante
Che dire di Without words? Di questa successione di balletti brevi è a mio giudizio il migliore. Se Nacho Duato ha scelto il San Carlo per affidare per la prima volta la messa in scena di una sua coreografia al corpo di ballo di una fondazione in Italia un motivo ci sarà. Ed in effetti il motivo è evidente, i ballerini rendono giustizia al lavoro che il danzatore e coreografo spagnolo ideò per l’American Ballet Theatre. La musica di Shubert è poesia, la danza è ridotta alla sua essenza più pura. I corpi che si uniscono e si disgiungono evocano il contrasto del tema Eros-Tanathos. Fa la differenza la presenza di Alessandro Macario.
Suggestiva e spettacolare la Francesca da Rimini di Alessandra Panzavolta, la direttrice del corpo di ballo napoletano che rilegge la celebre vicenda di Paolo e Francesca su musiche di Cajkovskij. Protagonista della storia d'amore infelice e tragica la prima ballerina ètoile di casa Giovanna Spalice, che nonostante sia una ballerina matura è in questo ruolo apprezzabile.
I tre balletti con i loro protagonisti riescono a rappresentare i molteplici aspetti e lati oscuri della forza che muove il mondo e qualsiasi forma d'arte. Davvero splendido il Teatrino di Corte, un vero gioiellino per la città, mentre Macario si conferma la punta di diamante della compagnia. Per lui bando ai commenti tecnici, mi perdonerete l’espressione poco ballettistica ma appropriata, la classe non è acqua!
di Angela Lonardo
Data:  22/1/2012   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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