| La regina delle nevi di Hans Christian Andersen, fantastica con Michele Pagano |
CASERTA - Da qualche anno a San Leucio la magia del Natale non si vive solo grazie al presepe vivente del borgo della Vaccheria, ma anche tramite le fiabe che OfficinaTeatro regala al suo pubblico. Quest'anno Michele Pagano ha deciso di raccontare a suo modo La regina delle nevi di Hans Christian Andersen, una fiaba dal sapore moderno interpretata da Liliana Bottone ed Ivan Graziano, che sarà in scena nello spazio scenico di Via degli Antichi Platani fino all’ 8 gennaio.
Gerda e Kay sono vicini di casa. Tutto scorre con tranquillità, fino a quando un frammento di uno specchio malvagio, che la Regina delle nevi ha gettato sulla terra, entra nell'occhio di Kay. Da quel momento Kay diventa cattivo, la Regina incantandolo con un bacio lo trascina via e gli fa perdere la memoria e la capacità di provare ogni sentimento. Di Kay non rimane alcuna traccia, ma come dice Gerda "L'amore vuole essere cercato, rincorso, e anche il più grande degli ostacoli avrà il peso di un granello di sabbia davanti alla sua misura".
Inizia così il viaggio disperato della giovane, fatto di incredibili incontri con personaggi ora spaventosi ora buffi, e pieno di sacrifici e difficoltà per liberare l' amato dalla crudele tirannia. Tra fiocchi di neve e bolle di sapone prende forma uno spettacolo onirico e visionario. Con un fitto susseguirsi di fluide sequenze si alternano, sottolineate abilmente con i giusti cambi di luce e musica, scene cupe animate da personaggi malefici a scene delicate e sognanti che si materializzano grazie al tenero sorriso di un bambino, un sincero abbraccio tra innamorati. Pagano con la sua originale rilettura del testo dello scrittore danese non solo conduce gli spettatori nel fantastico viaggio sentimentale della giovane Gerda, ma decide di far salire a bordo anche Giulietta e Romeo.
Proprio l'amore nella sua purezza diventa il filo conduttore che unisce la prima storia a quella di Shakespeare, così che i tormenti degli amanti di Verona si sovrappongono a quelli di Gerda e Kay. I più piccoli provano stupore per un allestimento suggestivo, i più grandi si lasciano emozionare da una storia carica di messaggi universali. A partire dallo specchio magico che simboleggia il male che pietrifica le emozioni fino al pianto di Gerda, che più potente di ogni pozione magica, scioglie il dolore raggrumato nel cuore di Kay. Se i bambini vedono una ricerca dove fanno capolino la nonna che racconta favole, la Lappone che prepara intrugli disgustosi e le terribili scimmiette, gli adulti vedono molto di più. Il percorso di Gerda è la scoperta, il coraggio di rischiare, è la voglia di non lasciarsi sopraffare dall’ aridità e dall’indifferenza, l’incoraggiamento ad accettare le sfide, l’invito a non lasciarsi raggelare dalla fredda razionalità ma ad essere solidali con chi è prigioniero delle nevi.
di Angela Lonardo
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