NAPOLI - Michele D’Anca, attore teatrale, cinematografico e tv, in questo momento impegnato con grande successo nella fiction di Canale 5, CentoVetrine. La prima sensazione che ho nell’incontrare Michele D’Anca è quella di una persona estremamente disponibile, pronta alla risata, curiosa di quanto lo circonda e intelligentemente ironica. E’ nato a Bologna nel 1963, piccolissimo, con i genitori di origine siciliana, si trasferì a Roma. Tappe fondamentali della sua carriera sono l’ingresso all'Accademia Silvio D’Amico nel 1982 e il diploma nel 1985. Quindici anni di teatro e nel 1999 il primo film con Pasquale Squitieri; nello stesso anno la Fiction della Rai, Ricominciare, tanta tivù fino al 2009 quando è entrato a fare parte del cast di CentoVetrine.
Michele, essere attore è per te una passione o una vera e propria esigenza di vita?
Entrambe. La passione diventa esigenza, quando non puoi fare a meno di vivere questa forza interiore che ti spinge, e a quel punto diventi attore.
Cosa vuol dire essere un artista?
Avere la capacità di essere liberi, riuscire a tirare fuori quanto c'è di bello nell'essere umano e nelle emozioni.
Tu vieni dal grande teatro, credi che oggi ci sia più meritocrazia nel teatro o nel cinema?
Ritengo che ce ne sia di più nella tv perché cinema e teatro sono ambienti chiusi, dove tutti si conoscono, quindi è difficile che la meritocrazia sia premiata. Spero un giorno di essere smentito dai fatti.
Secondo te oggi in Italia si può ancora parlare di divismo o è diventato solo un fenomeno americano?
Credo che sia un bisogno della natura umana creare dei miti, questi miti sono incarnati dai divi.
Da siciliano purosangue cosa ami della tua terra?
Amo gli antichi valori, la famiglia, il rispetto delle tradizioni, il culto dei morti, la doppia morale capace di scindersi in due tra vita privata e sociale, la genuinità, la schiettezza e il calore umano che ancora lì si ritrova.
Ami l’arte contemporanea?
Sì, ma non tutta.
La squadra del cuore?
Ovviamente la Roma.
Sei goloso?
Moderatamente goloso, mi piacciono soprattutto i primi.
Qual è l'ultimo film che hai visto?
Il cigno nero mi è piaciuto moltissimo, doveva vincere l'Oscar!
Qual è l'ultimo libro letto?
Amo la lettura e riesco a leggere 10 libri contemporaneamente. L’ultimo è Gioco e teoria del duende di Federico Garcia Lorca.
Tre cose da inserire nella valigia dell'estate?
Un romanzo, buona musica e un costume.
Le tue vacanze in giro o stanziali?
In giro al mare sicuramente, mi piacerebbe un'isola greca, spagnola, la Sicilia o la Sardegna. Non conto di allontanarmi dal Mediterraneo per questa estate.
Nel frigo di questi mesi caldi quali alimenti? Quali bevande?
Coca-cola, succhi di frutta, mozzarella, prosciutto crudo, gelato fragola e limone.
iPad o iPod?
Assolutamente iPod.
In cosa differisce Michele d'Anca da Sebastian Castelli?
In tutto. Castelli non sono io, siamo diametralmente opposti, a volte mi arrabbio se mi chiamano Sebastian!
Quando devo interpretarlo mi calo completamente nel personaggio e divento un’altra persona; l’unico punto in comune è la capacità di vivere le emozioni intense, sia nel bene sia nel male. Credo che nessun attore potrebbe rispondere facilmente a questa domanda.
Come fai a entrare nel personaggio e, dopo lo stop del regista, c’è qualcosa di lui che ti porti a casa?
In una fiction devi staccare completamente dal personaggio che interpreti altrimenti rischi di impazzire, è un tempo troppo lungo. Qualche volta durante le riprese di un film o quando reciti in teatro, il personaggio che interpreti ti segue anche fuori dal set, poiché il tempo è circoscritto e l’emozione va vissuta a fondo, poi ti cali in un ruolo differente.
Entro nel personaggio seguendo l’emozione che provo dopo la lettura del copione, sulla scia delle sensazioni che sento dentro di me, poi quando mi vesto e la scena ha inizio sono l’attore!
Un’anticipazione per i nostri lettori, cosa accadrà nei prossimi mesi in CentoVetrine?
Nascerà una bellissima e vera storia d'amore tra Sebastian e Laura che arriveranno al matrimonio, ma un colpo di scena non lo farà celebrare e questo porterà dei cambiamenti profondi nella psicologia di Sebastian, personaggio in continua evoluzione.
Hai un sito Internet che curi personalmente, cerchi di rispondere alle domande delle fans?
Il mio sito è nato con la passione per l’interazione, trovo Internet lo strumento più democratico del mondo e mi piace utilizzarlo; sono convinto che per un attore l’immagine sia fondamentale e credo sia importante curarla personalmente. I fans sono necessari a un attore, sono loro che ti fanno crescere e decretano il tuo successo, quindi mi sembra più giusto interagire e ascoltare qualche volta i loro consigli.
Consiglieresti ai giovani di lottare per seguire i loro ideali?
E’ l'unica cosa che dà un senso alla vita, continuo a farlo tutti i giorni, certamente consiglierei ai giovani di lottare.
Come si articola la tua giornata lavorativa?
Senza orari fissi, generalmente la mattina verso le 8,30 mi trovo sul set, una pausa pranzo e di nuovo sul set fino alle 18,30; poi si studia per il giorno dopo, quindi la cena, e prima di andare a letto un po' di Internet, un libro o qualche uscita con gli amici.
Pregi e difetti? (Ridendo dice che questa domanda gliel’hanno già posta mille volte)
Tornato serio, dice che ha solo difetti, che è testardo e ostinato, poi si ricorda un pregio e afferma di essere molto sensibile!
A questo punto un arrivederci mormorato con voce perfettamente calibrata frutto dell’esperienza accumulata nei lunghi anni trascorsi a doppiare i divi stranieri per il cinema e le tv italiane. Ma prima di lasciarlo andar via riesco a strappargli la promessa che presto ci racconterà altre sorprendenti novità.
di Emanuela Di Napoli Pignatelli
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