CASERTA - Se il no al crocifisso lo dice l’Europa scoppia lo scandalo, se a dire no al simbolo per eccellenza del cristianesimo sono le singole scuole cala il silenzio. Eppure da anni in tanti istituti il crocifisso è ormai andato in pensione. L’identità diventa il tema dominante delle discussioni e dei talk show e intanto molte, anzi troppe, sono le aule delle scuole italiane in cui manca del tutto l’emblema dello Stato, sia che si tratti di una foto del presidente della Repubblica sia che si tratti dell’emblema della Repubblica.
Eppure nessuno ne discute, nessuno se ne fa carico, nessuno si indigna, urla, protesta. Alle studentesse e agli studenti cui viene chiesto di indicare i nomi dei presidenti che hanno preceduto Giorgio Napolitano sfuggono anche i ricordi più recenti.
Qualcuno associa Sandro Pertini al Risorgimento, confondendo quest’ultimo con la Resistenza. Ben venga dunque la discussione sull’identità ma cominciamo con quella nazionale, partiamo dall’idea di nazione, la nostra, e cominciamo a spiegare ai giovani che prima delle municipalità e delle religioni esistono le appartenenze, quelle comuni e inviolabili, e si chiamano Stato, Repubblica, Italia.
Nadia Verdile
Direttrice "La Risposta"
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