CROTONE - La stagione venatoria è in corso da un bel po’ di tempo, forse s’è diffusa rapidamente la voce tra le specie condannate a morte e quindi se ne stanno alla larga da qui. Ma forse il cielo, l’habitat e l’ambiente del territorio crotonese sono davvero così inquinati (come dicono le speciali classifiche nazionali) al punto da essere inospitali e nocivi persino per starne, fagiani, quaglie e pennuti vari. Fatto è che i cacciatori devono inventarsi qualcosa per non trascorrere invano questa loro stagione; anche i cani addestrati allo scopo si annoiano, ed ecco un bel torneo per “cani da ferma su starne e fagiani appositamente immessi sul territorio e con relativo abbattimento”.
Non è dato sapere se il torneo s’è svolto regolarmente il giorno prefissato, che avrebbe dovuto essere il 24 ottobre scorso, ma la determina dirigenziale autorizzativa della Provincia di Crotone è del 29 dello stesso mese. Senza il consenso dell’Ente intermedio difatti non è possibile immettere specie selvatiche nel territorio e bisogna esibire certificazione sanitaria dei capi immessi che i cacciatori abbatteranno e dei quali i cani da ferma ne avranno indicato la presenza e l’esatta posizione sul terreno. Come detto altre volte, la regolamentazione di una pratica inutile e crudele come la caccia è già qualcosa fintantoché non ci si renderà conto che abbattere animali per diletto è un lusso che non possiamo permetterci e che dovrebbe imporre la deposizione delle armi. Fintantoché non avremo capito sino in fondo quanto una immissione di animali per dargli poi la morte sia affine, nelle modalità di esecuzione, alle deportazioni umane del secolo scorso In questa ottica, ma solo per questo potere di regolamentazione delegato alle province in materia di caccia, la soppressione di questi enti, che sembra essere ormai inevitabile, appare come un danno enorme. Chi metterà dunque freno alla barbara uccisione di incolpevoli pennuti, di rozzi cinghiali e argentate volpi, quando non ci sarà più la provincia ? Allora uno magari si chiede se sia questa l’unica terribile conseguenza derivante dalla futura soppressione degli enti territoriali. A ben pensarci parrebbe di si, anche se è complesso e lungo elencare le ragioni di siffatta affermazione, salvo menzionare, per non lasciare a bocca asciutta il lettore, le conseguenze che avrà il federalismo sugli enti locali del sud, costretti, come saranno, a aumentare le addizionali (tra le più alte d’Italia) senza neppure riuscire a dare quegli stracci di servizi che avrebbero dovuto garantire già in tempi di grasso. Tutto sommato, tra gli auspicati e tanto attesi flussi turistici da crociera, da bellezze paesaggistiche e monumentali, culturali, culinari e via discorrendo, quello innescato dalle stagioni venatorie sembra essere il più produttivo. E su questo hanno ragione i cacciatori quanto l’estensore della determina dirigenziale riguardante la gara cinofila del 24 ottobre, laddove afferma che: “l’organizzazione di tali gare cinofile nella provincia di Crotone può attrarre altresì cacciatori residenti fuori regione, come già avviene per l’esercizio della caccia durante la stagione venatoria”. Le testimonianze dell’epoca confermano questo dato; la caccia e la pesca subacquea erano elementi trainanti e attraenti per l’economia locale, anche se a svilupparsi era un turismo di rapina. Col tempo i fattori si sono invertiti e ad essere rapinato di soldi e aspettative sulla qualità del soggiorno è il turista che arriva sin quaggiù. E dunque: sarà un olocausto di fagiani, beccacce e starne a risollevare le sorti di questa terra ? Speriamo di no…
di Rosanna Guerrini
|