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Storia di una navigazione a vista nel mare della fotografia di Mario Cresci

autocresci BARI - Prosegue con Mario Cresci il ciclo delle lectiones magistrales promosse al Politecnico di Bari nell’ambito del Progetto T.E.S.I. Tesi Europee Sperimentali Interuniversitarie.
“Penso alla Biblioteca – dice Cresci, che sarà ospite del Politecnico il prossimo 20 ottobre - come a una raccolta del sapere che si sedimenta nel tempo attraverso la parola scritta affinché non venga smarrita la memoria del cammino dell’umanità. Ma anche la funzione della Biblioteca oggi sta cambiando: è il luogo del grande flusso della conoscenza dove il peso della parola stampata convive con la leggerezza di un infinito pluriverso di connessioni in tempo reale. In questo senso nella Biblioteca il prelievo dei saperi scritti diventa, allo stesso modo delle immagini in rete, strumento di rinnovamento e di evoluzione dei linguaggi. Nel raccogliere il mondo con lo sguardo nei molti anni di attività artistica, ho sempre desiderato che a questo mio navigare insieme agli altri, il progetto fosse quello di poter raccontare con la Fotografia, e non solo, il viaggio di una vita: un piccolo contributo alla immensa mappa del sapere consultabile in un luogo che forse si chiamerà ancora Biblioteca”.
La Lezione di Mario Cresci nasce a supporto scientifico del tema “Il Palazzo delle Biblioteche: teoria, storia e progetto. Ipotesi per il Campus Universitario di Bari” oggetto della recente pubblicazione curata da Vincenzo D’Alba e Francesco Maggiore con il coordinamento scientifico di Francesco Moschini ed edita da Mario Adda Editore in collaborazione con Formedil, Fondazione Gianfranco Dioguardi e Fondo Francesco Moschini. In linea con tale tema, infatti, si è sviluppato il ciclo di Lezioni Magistrali dedicate al tema Libro/Biblioteca. Inaugurato con Luciano Canfora “Per la storia delle Biblioteche” il programma è proseguito con Franco Purini “Le parole dello spazio”, con Gianfranco Dioguardi “Il piacere del testo”, con Ruggero Pierantoni “E, se scomparissero i libri?”, con Antonella Agnoli e Marco Muscogiuri “La Biblioteca e l’Architettura”, con Massimiliano Fuksas “Sublimi scribi del Caos” e con Massimo Cacciari “Idea di Progetto”; ulteriori ospiti illustri, che presto si auspica di poter ospitare al Politecnico di Bari sono: Manlio Brusatin, Francesco De Gregori, Claudio Magris, Pedrag Matvejevic e Salvatore Settis. Ogni argomento di T.E.S.I. ha lo scopo di costituire in forma tematica ed enciclopedica una raccolta eterogenea di contributi.
L’incontro con l’autore è in programma mercoledì, 20 ottobre 2010, ore 11:00, nell’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario).
Interverrano il Rettore del Politecnico, prof. Nicola Costantino mentre la presentazione sarà curata del prof. Francesco Moschini, docente di “Storia dell’Architettura” presso il Politecnico di Bari.

Che cos’è il Programma TESI
Il Programma T.E.S.I. mira ad organizzare, attorno alle tesi di laurea, un sistema di relazioni e corrispondenze tra studenti e università di diversi Paesi della Comunità Europea. Stabilendo periodicamente un medesimo argomento di ricerca si vogliono avvicinare conoscenze formative diverse. Per dare maggiore scientificità e completezza all’oggetto di studio, sono previsti dibattiti, lezioni, seminari, conferenze, mostre e pubblicazioni.

Chi è l’autore
Mario Cresci nasce a Chiavari (Genova) nel 1942. Dalla fine degli anni Sessanta ha sviluppato un complesso corpo di lavoro che varia dal disegno, alla fotografia, all’installazione. Il suo lavoro si è sempre rivolto a una continua investigazione sulla natura del linguaggio visivo usando il mezzo fotografico come pretesto opposto al concetto di veridicità del reale. Autore, tra i primi in Italia della sua generazione, di un’opera eclettica all’interno della ricerca fotografica in cui le analisi della percezione visiva e della forma del pensiero artistico e fenomenico acquisite al Corso Supe¬riore di Industrial Design di Venezia, si confrontano negli anni Settanta con l’esperienza diretta del lavoro sul campo in ambito etnico e antropologico delle regioni del Mezzogiorno italiano. Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all’insegnamento come attività di esperienza creativa condivisa con gli altri e intesa come parte integrante del suo lavoro d’autore nella convinzione che l’opera d’arte può consistere in un dispositivo formale che genera relazioni tra le persone o nascere da un processo sociale. Nel 1969 realizza la prima installazione fotografica in Europa alla Galleria Il Diaframma di Milano esponendo, nel rapporto tra produzione e consumo, un migliaio di cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie anch’esse trasparenti intese come frammenti del consumismo di allora nel dualismo tra immagini della ricchezza e della povertà. Nel 1968 e nel 1969 tra Roma e Parigi collabora con la Galleria l’Attico ed entra in contatto con Pascali, Mattiacci, Patella e Kounellis, realizzando una serie di performance urbane con due nastri fotografici di contenuto sociale e aderenti all’idea del teatro di strada. Nel 1974 alcune sue fotografie sono acquisite dal Moma di New York. Nel 1975 ha pubblicato la ricerca di Cite Specific: “Matera immagini e documenti” e nel 1979 il libro: “Misurazioni” a conclusione di due anni di lavoro in un laboratorio-scuola da lui ideato per la Regione Basilicata. Dagli anni Novanta ad oggi, dopo aver diretto dal 1991 al 2000 l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e aver organizzato numerosi eventi culturali dedicati ai giovani artisti in collaborazione, tra gli altri, con V. Fagone e la Gamec di Bergamo come: Arte e Impresa, Clorofilla e Accademie in Europa, riprende il suo lavoro d’autore su tematiche di ricerca e sperimentazione come: slittamenti di senso, variazioni, coincidenze e luoghi dell’arte intesi come cite specific interni alle città. Nel 2004 si è tenuta alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino la sua prima mostra antologica, “Le case della Fotografia”, 1966-2003 a cura di P. Castagnoli. Ha esposto in alcune edizioni della Biennale di Venezia tra le quali nel 1993, Muri di carta, fotografia e paesaggio dopo le avanguardie. Recentemente alcune sue opere sono entrate nelle collezioni di M. Minini di Brescia, N. Rusconi di Milano, Officina Italiana Design e Galleria Elleni di Bergamo. È docente di Fotografia all’Accademia di Brera di Milano. Nel 2009 ha curato per il Sole 24 Ore Cultura, il volume “Future images” un’ampia ricerca sui giovani artisti che a livello internazionale operano con la fotografia.
Data:  15/10/2010   |    © RIPRODUZIONE RISERVATA            STAMPA QUESTO ARTICOLO            INVIA QUESTO ARTICOLO


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